Le isole della notte
Ala di là di queste garndi stelle aperte
Dei canti come un'epoca sconosciuta
Al di là ed io vedo la staordinaria carovana dei miei sogni
Il frutto ferisce il mio dente
La tua forma cresce come una ferita di sangue
Le tue braccia stese fanno silenzio
Il tuo bianco viso fissa il tempo
Al di là le speranze
Devastante il centro delle tempeste
Al di là il buio fuggente come mille fiumi
Strappa l'ultima saggezza
Il tuo labbro incatena la cinta dell'aurora
Tu riposi ed io sono invaso dal vuoto
I fantasmi anche mi hanno rapito
La tua ombra mi devasta come il silenzio planetario
Il mio sogno infiamma le frontiere
Sei dritta come le tue dita
Come il germoglio del tuo rigore
Come la solitudine del tuo viso
Rifiuto ogni tesoro
Respingo le sole condizioni sagge
Il flusso del mare mi annega
Respingo i più vecchi segreti
Respingo gli dei scelti
E questa grande eternità tagliata
dai riverberi delle nostre lacrime
Uccido delle mie ultime ore della mia giornata
Sono il vedovo della notte
Ma dove mio lutto
Ma dove mio limite
Io sono il vedovo d'una invisibile terra
La notte mi ha insegnato la barriera del tuo viso
E io vedo nei suoi corridoi scelti
Il tuo occhio come un fogliame
Tutte le colombe come la tua bocca
Al di là la mia mano
Oh mio presentimento
Al di là mio talismano
E vedevo tutti i brividi del tuo amore
E vedevo tutti i veleni nel tuo amore
E vedevo tutti i miei diamanti nei tuoi veleni
Ma le nostre scale di seta
Sono state mai tessute
Ma al dilà i prigionieri saranno liberati
I tenebri preparativi
Annunciamo la via
dei regni inprevisti
Oh morte la dolceyya
Tu eri tutte le arche
Ah tutte queste strade percorse nell'angoscia
della pioggia
Mie.....
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