Il sovrappopolamento è il tema principale di questo romanzo scritto nel
1962, il cui titolo prende spunto dal ritornello di una canzone
popolare. Nella visione futuristica di Anthony Burgess, la Grande
Londra si è espansa verso il Canale, l'omosessualità è incoraggiata
ufficialmente ("l'evoluzione è essere omo" incoraggiano i posters), e
coloro che si castrano volontariamente (detti Castroni) appartengono
alle alte cariche governative. Le razioni dicibo sono ridotte, ci sono
scioperi e rivolte, e il cannibalismo diventa una soluzione alla fame.
Jim Grimshaw, l'eroe, scopre che gli uomini stanno combattendo contro
le donne (che sono responsabili di poter generare nuova vita) e che i
cadaveri vengono presi per essere utilizzati nella produzione della
carne in scatola. "ognuno ha il diritto di nascere, ma nessuno ha il
diritto di vivere": questa è la triste verità descritta da Il seme
inquieto.
Notizie sull'autore: nei primi anni sessanta viene diagnosticato ad
Anthony Burgess un tumore in stadio terminale al cervello. Volendo dare
alla moglie un sostegno economico vista la prospettiva della sua
scomparsa imminente, egli si mise a scrivere freneticamente, producendo
molti romanzi in poco più di due anni. Fotunatamente la diagnosi
risultò errata, ma il risultato fu la nascita di una serie di romanzi
considerati tra i suoi migliori, e tra i migliori del ventesimo secolo.
Il seme inquieto è uno di questi libri.